Il titolo è virgolettato d'obbligo, altrimenti sarebbe un furto e qualcosa non tornerebbe. Sono le magiche parole di Maurizio Maggiani in un capitolo di "I luoghi dell'Anima - viaggio sentimentale in Garfagnana". E' uno di quei capitoli che non potevano non essere scritti.
Le storie servono anche a far tornare le persone. Le storie servono anche a far tornare le persone nei luoghi. Le storie servono anche a far tornare le persone nei luoghi per capirli meglio.
Partendo da Sillano, nell'alta Garfagnana (LU), si può percorrere la Via dei Conti (in verità un sentiero) scendendo verso il fiume (siamo prossimi alle sorgenti del Serchio) per poi risalire verso Dalli Sopra. La salita non è tenera, tutt'altro: strada ripida e fondo grossolano con ghiaia mobile. Attorno, in un luogo che non sembra naturale per loro, dei pini. Sono pini neri ma questo importa davvero poco. Ciò che importa è che svariati decenni fa qualcuno in queste valli (Sillano, Soraggio e molte altre) ha trascorso mesi o anni della propria giovinezza a piantare alberi. Non come l'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono (che in realtà piantava semi), non con quella dedizione e poesia ma semplicemente perché per piantare gli alberi si veniva pagati. E a 18-20 anni vissuti in anni di grandi difficoltà quella paga contava molto.
Dalli Sopra è capace di accoglierci in molti modi: a volte nel silenzio e nella solitudine, a volte con un sorriso e una storia. Capiterà allora di incontrare un'anziana signora (quasi centenaria) che vi racconterà di aver mentito sull'età per esser presa a piantare alberi. E con un po' di malizia vi dirà che il suo corpo dall'aspetto maturo fu utile all'inganno. Non meravigliatevi, allora, se in qualche borgo posto lungo Le Vie della Contessa incontrerete un "ragazzo" sui 90 anni che vi racconta gli stratagemmi utilizzati per corteggiare le ragazze durante il lavoro. A volte stratagemmi utili a vedere ciò che non si poteva. "Le ragazze andavano avanti e scavavano la buca. Noi si piantava l'alberello", vi dirà. L'occhio lucido e lo sguardo vispo lasciano trasparire emozioni senza età e solleticano una certa empatia.
Da Dalli Sopra il sentiero, non sempre troppo pulito, vi porta a Dalli Sotto. Altre storie: coltivi, mestaine, l'arrivo al borgo. Servirebbero ore per descrivere quello che accadeva un tempo. La canapa a macerare, il suono dei campanacci degli animali transumanti... oggi molto è cambiato.
Non sorprendetevi, quindi, se davanti alla chiesa vedete alcune anziane signore in attesa. Non aspettano la messa ma il furgone che accorcia le distanze con la civiltà moderna. Lì la spesa non si fa al supermercato, si aspetta il furgone con cui arrivano frutta e verdura fresche. E con quelle arriva qualche notizia, un po' come accadeva un tempo quando pellegrini e artigiani viaggianti solcavano queste valli.
Da Dalli Sotto la strada (già: l'asfalto è inevitabile) ci porta a Sillano. Guardando oltre il fiume si vedono i pini della partenza. Ora non sono semplici pini apparentemente fuori posto, sono testimonianza di antiche storie. "Perché le storie servono proprio a questo: a far tornare ogni cosa".
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